La città dei 15 minuti è un modello urbano policentrico, accessibile e sostenibile, progettato per offrire ai cittadini tutti i servizi essenziali (spesa, salute, tempo libero, studio, lavoro) entro un massimo di 15 minuti a piedi o in bicicletta nelle zone residenziali, rafforzando la percorribilità e contribuendo così al miglioramento della qualità della vita.
Le origini del modello della città dei 15 minuti
Questo modello è stato ideato, nel 2016, dall’urbanista Carlos Moreno, professore dell’Università di Parigi, città in cui il concetto è stato presentato per la prima volta. Da allora, molte altre città nel mondo hanno iniziato ad adottare approcci ispirati a questa nuova idea di vivere urbano, sviluppando nel tempo modelli propri e interpretazioni differenti in base alle caratteristiche e alle esigenze del contesto locale e includendo progetti come distribuzione dello spazio stradale, riqualificazione di piazze e quartieri periferici e la creazione di spazi di co-working. Negli anni più recenti si è iniziato a discutere anche del modello della “regione dei 30 minuti“, con reti di comuni interconnessi e accesso ai servizi essenziali anche in aree al di fuori dei quartieri delle grandi città urbane.
Le città dei 15 minuti in Italia
A fine 2024, le città considerabili ‘dei 15 minuti’ in Italia erano sei: Milano (la prima grande città ad adottare questo modello), Torino, Livorno, Genova, Bologna e Firenze. In queste città, infatti, circa il 90% della popolazione può soddisfare le proprie esigenze quotidiane raggiungendo i servizi e gli spazi circostanti in meno di 15 minuti. Napoli e Roma, pur registrando buone percentuali, non rientravano nella lista delle città più virtuose in questo senso: secondo uno studio pubblicato su Nature Cities, infatti, la quota di cittadini in grado di trovare tutti i servizi necessari entro un raggio di un quarto d’ora era pari a circa il 71% a Roma e al 60% a Napoli.
Nonostante queste due grandi città non abbiano ancora raggiunto i livelli ideali di vivibilità entro i 15 minuti a piedi o in bicicletta, diversi progetti stanno prendendo forma, soprattutto a nella Capitale. Si tratta di un segnale di come questo modello stia prendendo sempre più piede, anche grazie al tempo che restituisce ai cittadini e alla capacità di rivitalizzare i quartieri, generando effetti positivi anche sull’economia locale.
Limiti e sfide del modello della città dei 15 minuti
Questo tipo di modello, chiaramente, non è applicabile a tutte le città per diversi motivi. La conformazione del territorio e la bassa densità abitativa di alcune aree, per esempio, non sempre consentono di trasformare un centro urbano in una “città dei 15 minuti”, pur mantenendo elevati livelli di vivibilità.
Cosa cercano gli acquirenti internazionali
Come riportato da Il Sole 24 Ore, ripensare gli spazi urbani significa creare città in cui ogni cittadino possa accedere facilmente, a piedi o in bicicletta e in tempi contenuti, alle principali funzioni della vita quotidiana: abitare, lavorare, studiare, curarsi, fare acquisti e dedicarsi al tempo libero. Questo approccio contribuisce anche a costruire un modello urbano basato su una più elevata equità sociale.
Le città dei 15 minuti non rappresentano soltanto un modello di pianificazione urbanistica, ma possono assumere un ruolo sempre più rilevante anche nel settore immobiliare, come è stato evidenziato anche da vari studi. Basate sull’idea di avere tutto a portata di mano, risultano particolarmente attrattive per gli acquirenti internazionali, che ricercano qualità della vita, stabilità e un’elevata concentrazione di servizi, oltre alla presenza di spazi verdi e infrastrutture per la mobilità sostenibile, come piste ciclabili.
L’accessibilità come valore premium nel settore immobiliare
Spesso, questo elevato livello di accessibilità è visto come un “premium”, portando gli immobili in queste zone ad avere prezzi più elevati rispetto ad aree meno collegate. Comunque, gli investitori e gli acquirenti internazionali non valutano soltanto criteri come la superficie degli immobili e il costo, ma considerano positivamente anche l’accesso immediato ai servizi, la percezione di sicurezza urbana, la possibilità di adottare uno stile di vita autentico e spesso non dipendente dall’auto, la facilità di gestione anche a distanza e il valore dell’immobile nel tempo.
Le città dei 15 minuti e le regioni dei 30 minuti stanno diventando un filtro implicito per il capitale estero: non si tratta di un criterio esplicitamente dichiarato nei portali immobiliari, ma piuttosto della conseguenza indiretta della crescente domanda di contesti urbani in cui servizi e infrastrutture siano concentrati e facilmente accessibili. In questo contesto, come riportato da Qui Finanza, il tempo diventa la nuova “valuta urbana” e il risparmio quotidiano di tempo una vera e propria “riforma economica in miniatura”.
Dai piccoli centri alle città a misura d’uomo e pedonali
Le città dei 15 minuti rispondono sempre più a esigenze che si stanno già affermando come preferenze abitative diffuse, anche tra gli acquirenti internazionali alla ricerca di una casa. Come osservato in precedenti analisi e articoli, infatti, si registra una crescente riscoperta dei borghi, delle piccole comunità e dei paesi in cui tutto è “a portata di passeggiata”. Da una prospettiva più ampia, anche il modello della città dei 15 minuti risponde alla stessa logica: quella di comunità urbane in cui i servizi sono facilmente accessibili. Questo rende tali contesti particolarmente attrattivi per chi desidera mantenere uno stile di vita urbano senza rinunciare alla possibilità di avere tutti i servizi necessari, semplicemente facendo spostamenti a piedi o in bicicletta.
Queste città rappresentano un’interessante opportunità per gli acquirenti internazionali che desiderano mantenere uno stile di vita urbano in centri di almeno 150.000 abitanti o più, senza però rinunciare a una quotidianità potenzialmente più tranquilla e alla possibilità di muoversi senza lo stress degli spostamenti in auto o di lunghi pendolarismi anche solo per raggiungere i servizi essenziali.
Mutuo per l’acquisto di una casa: perché è importante l’intermediazione del credito
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